
La storia vera dietro il film: un’incredibile rivelazione
Spesso, le storie più affascinanti sono quelle vere, rimaste a lungo nascoste. È il caso di Margot Wölk, che solo nel 2012, all’età di 95 anni, rivelò di essere stata una delle giovani tedesche costrette ad assaggiare i pasti di Hitler. Questa vicenda, ambientata nella Tana del Lupo, il quartier generale del Führer vicino all’attuale Kętrzyn in Polonia, ha ispirato Silvio Soldini a realizzare il film “Le Assaggiatrici”, che ha aperto la 16ª edizione del Bif&st e sarà nelle sale dal 27 marzo, distribuito da Vision.
Trama e ambientazione: un viaggio nell’autunno del 1943
Ispirato all’omonimo romanzo di Rosella Postorino (Feltrinelli), il film ci trasporta nell’autunno del 1943. Rosa (interpretata da Elisa Schlott), in fuga da una Berlino sotto le bombe, cerca rifugio in un piccolo paese isolato vicino al confine orientale, dove vivono i suoi suoceri. La sua vita cambia drasticamente quando, insieme ad altre giovani donne del luogo, viene reclutata per assaggiare i cibi destinati a Hitler. Questo gruppo di assaggiatrici, unite dalla paura e dall’incertezza, sviluppa un legame particolare, anche se Rosa, proveniente dalla capitale, fatica inizialmente ad integrarsi. Sarà proprio lei a intraprendere una relazione rischiosa con un ufficiale delle SS (Max Riemelt), responsabile dell’intera operazione.
La prospettiva del regista: raccontare il nazismo dall’interno
Silvio Soldini spiega cosa lo ha attratto di questa storia: “Quando ho letto il romanzo di Rosella Postorino, mi ha colpito il fatto che queste donne fossero costrette a mangiare ogni giorno qualcosa che avrebbe potuto avvelenarle e ucciderle. Una sorta di roulette russa. Ho amato poi anche la storia di Rosa, una ragazza di ventisei anni che arriva da Berlino e non ha più nessuno perché padre e madre sono morti, il fratello è scappato in America e il marito è andato in guerra”. Il regista di “Pane e Tulipani” aggiunge: “Mi interessava raccontare il nazismo dall’interno in un film che potrebbe anche essere considerato distopico. Spesso i personaggi femminili sono raccontati in modo superficiale, qui invece si mostrano in tutta la loro complessità. Non a caso la sceneggiatura è stata scritta da tre donne, Cristina Comencini, Giulia Calenda, Ilaria Macchia e poi rilavorata e riscritta parzialmente da me, Doriana Leondeff e Lucio Ricca”.
Il punto di vista dell’autrice: la vergogna e la complicità
Rosella Postorino sottolinea: “Mi sono subito innamorata di questa storia in cui mi ha colpito l’aspetto umano della protagonista che ha confessato solo molto tardi quello che ha vissuto, perché credo avesse vergogna di sentirsi in colpa per la sua involontaria complicità. Era difficile per lei dire: io ho lavorato per Hitler”.
Produzione e cast: un progetto internazionale
“Le Assaggiatrici”, girato in tedesco e costato sei milioni di euro, è stato venduto in oltre cinquanta paesi, tra cui Stati Uniti, Canada, Germania e Regno Unito. Il film è stato sostenuto da IDM Film Commission e girato in Val Venosta per circa un mese. Prodotto da Lionello Cerri e Cristiana Mainardi, il cast include Alma Hasum, Emma Falck, Olga Von Luckwald, Berit Vander, Kriemhild Hamann e Thea Rashe.
Un film necessario per riflettere sulla complessità della storia
“Le Assaggiatrici” si preannuncia come un’opera cinematografica potente e riflessiva, capace di affrontare il tema del nazismo da una prospettiva inedita e profondamente umana. Attraverso la storia di Rosa e delle altre assaggiatrici, il film ci invita a interrogarci sulla complessità delle scelte individuali in contesti storici estremi, sulla difficoltà di definire il confine tra vittima e complice e sulla persistenza del senso di colpa anche a distanza di anni. Un film che, grazie alla sensibilità di Silvio Soldini e alla forza del romanzo di Rosella Postorino, promette di lasciare un segno indelebile nel panorama cinematografico contemporaneo.