La scienza conferma: i genitori hanno un figlio preferito
Quante volte ci siamo chiesti se i nostri genitori avessero una preferenza tra noi fratelli? Un nuovo studio dell’American Psychological Association, pubblicato su Psychological Bulletin, ha esaminato il legame tra le caratteristiche dei bambini e le differenze nel modo in cui i genitori li trattano, confermando che il favoritismo genitoriale è una realtà concreta e diffusa.
La ricerca, basata su meta-analisi di 30 articoli e 14 database con un totale di 19.469 partecipanti provenienti da diversi paesi, ha analizzato come l’ordine di nascita, il genere, il temperamento e i tratti della personalità influenzino le preferenze di mamma e papà. Gli autori hanno esaminato cinque aspetti principali: trattamento generale, interazioni positive e negative, destinazione delle risorse e controllo sui figli.
I fattori che influenzano le preferenze genitoriali
Contrariamente a quanto si pensava, lo studio ha rivelato che sia le madri che i padri tendono a favorire le figlie femmine, soprattutto nelle famiglie europee. Inoltre, i genitori sembrano preferire i bambini coscienziosi, responsabili, organizzati e facili da accudire. Questi bambini, infatti, sono percepiti come più semplici da gestire e suscitano una risposta più positiva da parte degli adulti.
Un dato sorprendente è che l’estroversione non sembra essere un fattore che favorisce il favoritismo genitoriale. Questo potrebbe suggerire che i genitori preferiscono i figli più tranquilli e meno inclini a comportamenti problematici.
Lo studio evidenzia che i figli maschi, i più piccoli, i meno coscienziosi e i meno gradevoli sono più a rischio di essere meno favoriti, con conseguenze negative sul loro sviluppo, come bassa autostima, problemi di benessere mentale, comportamenti problematici e relazioni familiari più scadenti.
Le conseguenze del favoritismo: un impatto negativo sulla crescita dei figli
Le preferenze genitoriali, anche se spesso negate, hanno un impatto significativo sulla crescita dei figli non prediletti. Questi ultimi possono sviluppare problemi di autostima, difficoltà nelle relazioni familiari e comportamenti problematici. Inoltre, il favoritismo può alimentare la competizione e i litigi tra fratelli.
È importante sottolineare che lo studio non suggerisce che un figlio docile e responsabile sia necessariamente migliore di un bambino ribelle ed estroverso. Tuttavia, invita i genitori a riflettere sulle proprie dinamiche familiari e a evitare di lodare e proteggere eccessivamente un figlio rispetto agli altri.
Come affrontare le dinamiche familiari: consigli e strategie
Per risolvere i conflitti e gli errori educativi più comuni, si moltiplicano i manuali di self-help e le discussioni su forum e chat. Un approccio interessante è il respectful parenting, una filosofia educativa che riconosce i bambini come competenti e meritevoli di rispetto fin dalla nascita.
Secondo Silvia D’Amico, parent coach e autrice del libro ‘L’arte del respectful parenting’, i genitori devono assumere il ruolo di guide consapevoli, creando un ambiente familiare sereno e collaborativo, basato su rispetto, fiducia e connessione.
Johanna Burgstein, specializzata in scienze dell’educazione, nel suo libro ‘Crescere fratelli e sorelle’, offre consigli pratici per diventare genitori più generosi e favorire una relazione armoniosa tra fratelli, evitando litigi e gelosie. Tra le sue raccomandazioni, spiccano: non responsabilizzare eccessivamente il fratello maggiore, non generare competizione, non prendere le parti di nessuno durante i litigi e incoraggiare la cooperazione.
Un invito alla consapevolezza per genitori
Questo studio ci ricorda che, anche involontariamente, possiamo creare disparità tra i nostri figli. Essere consapevoli delle nostre preferenze e impegnarci a trattare ogni figlio con equità e rispetto è fondamentale per favorire il loro sviluppo armonioso e costruire relazioni familiari positive. Ricordiamoci che ogni bambino è unico e merita di essere amato e valorizzato per ciò che è, senza confronti o preferenze.
