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Il TAR di Trento rigetta le richieste di risarcimento delle associazioni animaliste
Il Tribunale Amministrativo Regionale (TAR) di Trento ha emesso due sentenze distinte respingendo i ricorsi presentati da associazioni animaliste che chiedevano un risarcimento complessivo di 1,1 milioni di euro. I ricorsi erano stati presentati in seguito all’abbattimento dell’orsa KJ1, considerata pericolosa. Il Tribunale, presieduto da Alessandra Farina, ha motivato la decisione sottolineando che “la legittimità del provvedimento esclude il presupposto dell’ingiustizia del danno che le associazioni ricorrenti deducono di aver subito”.
La decisione della Provincia Autonoma di Trento e la reazione di Fugatti
L’abbattimento dell’orsa KJ1 era stato decretato dal presidente della Provincia Autonoma di Trento, Maurizio Fugatti, in seguito all’aggressione di un turista francese il 16 luglio e a sette precedenti “interazioni con l’uomo”. Fugatti ha espresso soddisfazione per le sentenze del TAR, affermando che “il Tar non solo nega il risarcimento che il nostro ente avrebbe dovuto altrimenti versare alle associazioni, ma nella sua sentenza propone alcune puntualizzazioni su cui l’amministrazione provinciale, con il Servizio faunistico e l’Avvocatura, si erano espresse in più occasioni: la vita di un uomo vale più di quella di un animale”.Fugatti ha inoltre sottolineato che la priorità era garantire la sicurezza delle persone, e che le alternative all’abbattimento, come la chiusura delle aree frequentate dall’orsa o la sua cattura, non erano praticabili.
L’adeguatezza dell’istruttoria e la priorità della tutela umana
Il TAR ha riconosciuto l’adeguatezza dell’istruttoria svolta dalla Provincia, evidenziando che sono state prese in considerazione anche alternative all’abbattimento. Tuttavia, il Tribunale ha stabilito che l’abbattimento è stato eseguito “in tempi rapidi al fine di ridurre i rischi alla sicurezza pubblica derivanti dall’eventuale mantenimento in uno stato di libertà di un esemplare classificato come pericoloso”.La sentenza del TAR ha inoltre affermato che “non vi è dubbio pertanto che, sul piano assiologico-valoriale, la Costituzione vigente, ove si configuri un effettivo conflitto tra la vita e l’integrità fisica di un essere umano e la vita o l’integrità fisica di un animale, impone in via prioritaria ed indefettibile la tutela dell’essere umano”.
Un equilibrio complesso tra tutela della fauna e sicurezza pubblica
La vicenda dell’orsa KJ1 e le sentenze del TAR di Trento riaprono il dibattito sul delicato equilibrio tra la tutela della fauna selvatica e la sicurezza pubblica. Se da un lato è fondamentale proteggere le specie animali, dall’altro è imprescindibile garantire l’incolumità delle persone, soprattutto in contesti in cui la convivenza tra uomo e animali selvatici può generare situazioni di pericolo. La decisione del TAR, pur nel rispetto della legge, solleva interrogativi etici e invita a una riflessione più ampia sulle strategie di gestione della fauna selvatica e sulla prevenzione di situazioni di rischio.