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Grinta e cuore: il mantra di Gattuso per il calcio
“Grinta e cuore sono l’abc del calcio. Senza voglia, senza anima non si può giocare”. Così Gennaro Gattuso, ex centrocampista di Milan e Nazionale, ribattezzato ‘Ringhio’, descrive la sua filosofia calcistica. In un’intervista a Vivo Azzurro, Gattuso sottolinea l’importanza dell’impegno, del sacrificio e di uno stile di vita sano per eccellere nel calcio moderno. “Bisogna pedalare, bisogna allenarsi, bisogna avere rispetto e fare una vita sana per andare a 1000 all’ora, perché è vero che il calcio è cambiato, però sono aumentate le velocità, sono aumentati i contatti fisici e bisogna essere pronti perché non basta avere solo tecnica”.
Il talento sprecato: la frustrazione di Gattuso
Gattuso esprime il suo disappunto verso quei giovani talenti che non riescono a esprimere il loro potenziale a causa della mancanza di impegno e determinazione. “Mi dà fastidio quando vedo ragazzi con talento che alla prima difficoltà si abbattono e non spingono e non cercano di migliorarsi. Quello mi mi fa andare fuori di testa”. L’ex centrocampista sottolinea l’importanza di rispettare il lavoro e di non accontentarsi, spingendo sempre per migliorarsi.
L’amore per la Nazionale e il sogno Mondiale
Gattuso ricorda con emozione il suo percorso, dai primi passi nel calcio lontano dalla sua Calabria, fino al trionfo nel Mondiale 2006. “Ho sofferto sì, però ogni volta che chiudevo gli occhi quando indossavo la maglia della nazionale e c’era l’inno nazionale, io ricordavo tutta la mia infanzia”. E sul Mondiale vinto: “Cosa significa essere campione del mondo? Non lo so, so soltanto che da parte mia è stato un sogno. Io non ho mai pensato di voler vincere un Mondiale perché è sempre stato un qualcosa più grande di me”.
L’aneddoto sulla finale di Berlino e la carica di Buffon
Gattuso racconta un aneddoto sulla vigilia della finale di Berlino contro la Francia. “Andavamo a fare il sopralluogo al campo, vedemmo la Francia che si allenava a maniche corte sotto la pioggia: fisicamente erano messi nettamente meglio di noi. Ma Buffon cominciò a urlare: ‘Ragazzi non ci fanno paura: possono essere grossi quanto vogliono, ma domani ce li mangiamo’”. Nonostante l’apparente superiorità fisica degli avversari, la carica di Buffon diede la giusta motivazione alla squadra.
La battaglia contro la miastenia: “Sono più forte della malattia”
Gattuso convive da 15 anni con la miastenia, una malattia autoimmune. “Migliaia e migliaia di persone mi scrivono per avere consigli, per sapere come faccio con questa malattia ad avere questa carica….la combatto con il cortisone. Da quattro o cinque anni rinuncio ad una cosa che mi piaceva, un bicchiere di vino. Quando ti arriva la diplopia quando vedi doppio non e’ facile, però ho sempre pensato che io sono più forte della malattia. Non bisogna vergognarsi perché chi è una brutta persona e fa del male deve vergognarsi”. Gattuso affronta la malattia con coraggio e determinazione, diventando un esempio per chi si trova nella sua stessa situazione.
Gattuso elogia la Nazionale di Spalletti, il Milan e Conte
Gattuso esprime il suo parere sulla Nazionale di Spalletti, sul Milan e su Antonio Conte. Sulla Nazionale: “la vedo bene, ha aggiunto molti ragazzi giovani con un piano ben preciso. Sono sicuro che andremo ai Mondiali”. Sul Milan: “aspettiamo sempre che faccia qualcosa in più …hanno capito gli errori che hanno commesso e hanno di fatto un grandissimo mercato e speriamo che che si riprenda”. Su Antonio Conte: “è un fenomeno, uno che non si ferma mai e ha una mentalità di acciaio. L’Inter deve fare molta attenzione”.
Un esempio di passione, grinta e resilienza
L’intervista di Gennaro Gattuso è un esempio di passione, grinta e resilienza. L’ex calciatore si racconta senza filtri, parlando dei suoi successi, delle sue difficoltà e della sua battaglia contro la malattia. La sua testimonianza è un’iniezione di fiducia per tutti coloro che affrontano sfide nella vita, dimostrando che con impegno, determinazione e amore per ciò che si fa, si possono superare anche gli ostacoli più difficili.