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La decisione della Cassazione
La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso presentato da Monsignor Nunzio Scarano e dalla commercialista Tiziana Cascone, annullando la sentenza di condanna per riciclaggio aggravato continuato emessa dalla Corte d’appello di Salerno il 16 aprile dell’anno precedente. La decisione comporta la necessità di un nuovo processo d’appello, che si terrà presso la Corte di appello di Napoli.
I precedenti di Monsignor Scarano
Monsignor Nunzio Scarano, noto come il contabile dell’Apsa (Amministrazione del patrimonio della Sede Apostolica), è stato precedentemente arrestato nel giugno 2013 nell’ambito di un’inchiesta della procura di Roma. In quell’occasione, fu accusato di corruzione per aver tentato di far rientrare illegalmente 20 milioni di euro dalla Svizzera utilizzando un jet privato.
L’inchiesta di Salerno e le accuse di riciclaggio
L’inchiesta condotta dalla procura di Salerno ipotizza diversi episodi di riciclaggio. Secondo l’accusa, i fondi transitati sui conti dello Ior intestati a Monsignor Scarano erano in realtà false donazioni, utilizzate per mascherare un’attività di riciclaggio. Le indagini della Guardia di Finanza avevano rivelato un ingente patrimonio personale del prelato, comprendente appartamenti di lusso, auto, opere d’arte e ingenti somme di denaro in banca, in netto contrasto con le dichiarazioni dei redditi presentate.
Il sistema di riciclaggio e i beni sequestrati
Insieme a Scarano, sono state indagate decine di persone ritenute coinvolte in un sistema di riciclaggio attuato attraverso false donazioni. Si presume che il denaro riciclato sia stato utilizzato dal monsignore per l’acquisto di beni mobili e immobili, tra cui un appartamento di 17 vani. Le autorità hanno sequestrato un vasto patrimonio riconducibile a Scarano, evidenziando la sproporzione tra i suoi beni e i redditi dichiarati.
Implicazioni della decisione della Cassazione
La decisione della Cassazione di annullare la condanna e disporre un nuovo processo d’appello rappresenta un significativo sviluppo nel caso di Monsignor Scarano. Pur non esprimendo un giudizio definitivo sulla colpevolezza o innocenza degli imputati, la Corte ha ritenuto necessario un riesame del caso, potenzialmente aprendo la strada a nuovi accertamenti e valutazioni delle prove. Sarà fondamentale seguire attentamente gli sviluppi del nuovo processo per comprendere appieno le implicazioni di questa complessa vicenda giudiziaria.